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admin2026-03-26T16:04:52+01:00Dipendenza da social media: decisione USA su Meta e Google, cosa può accadere in Italia
admin2026-03-26T15:31:09+01:00
Dati personali e libertà civili Appare delicata la delega contenuta nell’articolo 5, dedicata all’adeguamento della normativa italiana alla sentenza della Corte di giustizia europea del 4 ottobre 2024 (causa C-548/21). Il verdetto di Lussemburgo ha infatti stabilito paletti precisi sull’accesso delle autorità di polizia e giudiziarie ai dati contenuti in devices elettronici, quali smartphone, computer, memorie digitali, nell’ambito di indagini penali. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge il Governo dovrà intervenire sul decreto legislativo n. 51/2018 nonché sul Codice di procedura penale, al fine di garantire che tale accesso sia sufficientemente circoscritto per categoria di reato, rispettoso del principio di proporzionalità e, salvo ipotesi urgenti, subordinato al check preventivo di un giudice ovvero di un organo amministrativo indipendente. Fanno eccezione i procedimenti per i reati più gravi, esplicitamente individuati dalla legge. Ancora nel recinto delle libertà civili, l’articolo 6 delega il Governo a recepire la direttiva 2024/1069 contro le cosiddette azioni SLAPP, ovvero le cause temerarie intentate per soffocare la partecipazione pubblica, il giornalismo d’inchiesta e l’attivismo civile. La direttiva impone agli Stati di introdurre strumenti processuali che consentano di bloccare precocemente i procedimenti manifestamente infondati promossi con finalità intimidatorie. GalleriaDati personali e libertà civili Appare delicata la delega contenuta nell’articolo 5, dedicata all’adeguamento della normativa italiana alla sentenza della Corte di giustizia europea del 4 ottobre 2024 (causa C-548/21). Il verdetto di Lussemburgo ha infatti stabilito paletti precisi sull’accesso delle autorità di polizia e giudiziarie ai dati contenuti in devices elettronici, quali smartphone, computer, memorie digitali, nell’ambito di indagini penali. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge il Governo dovrà intervenire sul decreto legislativo n. 51/2018 nonché sul Codice di procedura penale, al fine di garantire che tale accesso sia sufficientemente circoscritto per categoria di reato, rispettoso del principio di proporzionalità e, salvo ipotesi urgenti, subordinato al check preventivo di un giudice ovvero di un organo amministrativo indipendente. Fanno eccezione i procedimenti per i reati più gravi, esplicitamente individuati dalla legge. Ancora nel recinto delle libertà civili, l’articolo 6 delega il Governo a recepire la direttiva 2024/1069 contro le cosiddette azioni SLAPP, ovvero le cause temerarie intentate per soffocare la partecipazione pubblica, il giornalismo d’inchiesta e l’attivismo civile. La direttiva impone agli Stati di introdurre strumenti processuali che consentano di bloccare precocemente i procedimenti manifestamente infondati promossi con finalità intimidatorie.








