Dott. Domenico Moretta · Criminalista · DBS – Studio di Criminalistica Forense
Un supermercato apre al mattino e scopre che, durante la notte, la temperatura dei banchi surgelati è salita. La prima urgenza è mettere in sicurezza la merce. Subito dopo si pone una domanda che riguarda qualsiasi impianto collegato da remoto. Chi poteva intervenire, quali comandi poteva impartire e quali tracce ha lasciato?
Il 2 novembre 2026, i dirigenti di Coop Radenza hanno riferito di un attacco al telecontrollo dei banchi surgelati in punti vendita tra Catania e Palermo. Secondo ANSA, la modifica dei parametri ha provocato un rialzo termico e il deterioramento di prodotti. Il percorso d’ingresso del caso siciliano resta da accertare pubblicamente. In Francia, il CERT-FR ha documentato a ottobre la compromissione di sistemi di supervisione della refrigerazione. ANSA · CERT-FR
La differenza tra vedere e comandare
La sicurezza degli impianti connessi comincia dai permessi. Leggere una temperatura, modificare una soglia e disattivare un allarme sono operazioni con conseguenze diverse. La stessa distinzione vale per varchi, pompe, climatizzazione e linee produttive. Un comando digitale può cambiare le condizioni fisiche in cui si conserva un prodotto, si accede a un edificio o si svolge un’attività.
Quando lo stesso accesso serve più sedi
La teleassistenza centralizzata rende più rapida la manutenzione. Se un unico profilo può operare su tutti gli impianti, una singola compromissione può però interessare più sedi. In fase di acquisto e nei contratti di manutenzione verificherei chi amministra gli accessi, come vengono revocati, se i privilegi possono essere limitati per sito e durata e quanto tempo occorre per ottenere i registri dal fornitore.
Come ridurre il rischio
- Censire apparati e collegamenti di assistenza, rimuovere le interfacce amministrative esposte direttamente su Internet e separare la rete degli impianti da quella aziendale.
- Proteggere gli accessi con autenticazione a più fattori, account nominativi e permessi distinti per consultazione e modifica. Aggiornare gli apparati e pianificare la sostituzione di quelli fuori supporto.
- Affiancare al supervisore una misurazione indipendente per le grandezze critiche, con un canale di allerta separato.
- Verificare con il manutentore come isolare l’accesso remoto mantenendo le funzioni essenziali e come ripristinare una configurazione già validata.
Bollettino sulla filiera del freddo · Guida NIST alla sicurezza OT
Intelligence. Dove cercare e quali eventi collegare
Quando emerge un attacco, la prima domanda è quali altri impianti condividano modello, firmware, fornitore o piattaforma di accesso. Nei registri cercherei sessioni fuori orario, lo stesso account attivo su più sedi e sequenze insolite di modifiche. Una stessa anomalia termica può avere cause diverse. Un identificativo di sessione comune o la stessa successione di comandi offre una pista più specifica. Il collegamento tecnico tra eventi e l’attribuzione a una persona o a un gruppo richiedono accertamenti distinti.
Digital forensics. Dal comando all’effetto fisico
Dal punto di vista criminalistico, occorre ricostruire quattro passaggi. Accesso, comando, esecuzione ed effetto. Il log della VPN può associare una connessione a un account. Il supervisore può registrare il cambio di un parametro. Il controllore può documentare il cambio di stato e una sonda indipendente può riscontrarne l’effetto. Per stimare le conseguenze sui prodotti servono anche registri HACCP, misurazioni disponibili e identificazione dei lotti coinvolti.
Preserverei subito i registri del fornitore, le configurazioni e lo storico delle misurazioni. Se le condizioni operative lo consentono, prima dei riavvii e dei reset. Ogni intervento urgente va documentato indicando orario, operatore, apparato e operazione eseguita. La cronologia deve tenere conto degli scarti tra gli orologi e verificare ipotesi alternative come guasti, interruzioni elettriche e manutenzione autorizzata.
Quando si progetta il controllo remoto, la domanda che porrei è questa. Se domani qualcuno modifica un parametro critico, sapremo stabilire da quale sessione è partito il comando, se l’impianto lo ha eseguito e che cosa è cambiato? La risposta dipende da come sono stati progettati accessi, registri e misurazioni.
Hai rilevato un’anomalia su un impianto connesso?
Richiedi a DBS una valutazione tecnica preliminare. Indica il tipo di impianto, quando è emersa l’anomalia e quali interventi di ripristino sono già stati eseguiti. Possiamo individuare le evidenze da preservare e i dati da richiedere al fornitore.