Riassunto

La privacy non è solo difesa della sfera privata, ma un pilastro della dignità e della sovranità digitale europea. Dal contributo di Rodotà al nuovo ruolo del GDPR, fino alle linee guida EDPB 2025 sull’accesso ai dati da parte di Paesi terzi, esploriamo come questo diritto plasmi democrazia ed economia.

Privacy, dignità e sovranità digitale: dal pensiero di Rodotà alle nuove linee guida europee

La protezione dei dati personali, nata come diritto ad essere “lasciati in pace” secondo la celebre formula di Warren & Brandeis (1890), è oggi molto di più: rappresenta uno strumento costituzionale di garanzia, alla base della dignità e della libertà nella società digitale. In Europa, a differenza della visione più individualistica e contrattualistica statunitense, la privacy è stata declinata come diritto indisponibile, connesso alla persona e alla sua identità sociale.

Dal diritto all’intimità al diritto all’identità personale

Il contributo di Stefano Rodotà è stato decisivo: egli ha ridefinito la privacy come diritto all’identità personale, sottolineando che i dati costituiscono una proiezione digitale dell’individuo. Alterarli, sfruttarli in modo improprio o utilizzarli per profilazioni invasive significa modificare il “volto sociale e giuridico” della persona

Questo approccio si riflette nell’art. 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, che ha consacrato un diritto autonomo alla protezione dei dati personali, distinto dal più tradizionale art. 8 CEDU.

Il salto di qualità del GDPR

Il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) ha trasformato radicalmente la gestione della privacy: non più adempimenti burocratici, ma un modello di responsabilizzazione attiva (accountability), in cui il titolare deve dimostrare scelte, valutazioni e misure di sicurezza.


Strumenti come la DPIA (Data Protection Impact Assessment) o il ruolo del DPO (Data Protection Officer) concretizzano questo cambio di paradigma, rendendo la privacy una componente essenziale di governance.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime tendenze e tecnologie nel campo della digital forensics ?

Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi informazioni esclusive, aggiornamenti sui nostri servizi e contenuti utili per il tuo lavoro.

Non perdere l’opportunità di essere sempre al passo con le ultime novità nel settore. Iscriviti ora e non perdere neanche una notizia!

La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.

Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.

Utilizziamo Sendinblue come nostra piattaforma di marketing. Cliccando qui sotto per inviare questo modulo, sei consapevole e accetti che le informazioni che hai fornito verranno trasferite a Sendinblue per il trattamento conformemente alle loro condizioni d'uso

Lavoro e sorveglianza: un banco di prova

Proprio nel mondo del lavoro si misura la tensione tra tutela della sicurezza e diritti dei dipendenti. Telecamere, monitoraggio della posta elettronica, strumenti digitali di controllo non possono essere introdotti liberamente: servono accordi sindacali o autorizzazioni ispettive, informative trasparenti e misure proporzionate.

La tecnologia, da sola, non basta a garantire la conformità: anche soluzioni innovative come l’offuscamento automatico dei dati devono fare i conti con i principi di proporzionalità e minimizzazione.

La dimensione internazionale: l’art. 48 GDPR

In un contesto globale, la privacy diventa anche espressione di sovranità giuridica. Le linee guida EDPB 02/2024 chiariscono che le richieste di accesso ai dati provenienti da autorità di Paesi terzi (es. un tribunale statunitense che impone la consegna di dati da parte di una società europea) non hanno valore automatico in Europa.
Tali richieste sono riconoscibili solo se basate su accordi internazionali (come i trattati di mutua assistenza giudiziaria), e comunque devono rispettare i requisiti del GDPR: esistenza di una base giuridica ex art. 6 e di una garanzia per il trasferimento ex Capo V.

Conclusioni: la privacy come “asset strategico”

Oggi la privacy non è più solo difesa della sfera privata, ma un asset strategico per democrazia ed economia.

  • È condizione per evitare discriminazioni e per assicurare la partecipazione democratica.

  • È leva di competitività, come mostrano le più recenti riflessioni europee sul legame tra tutela dei dati e concorrenza digitale.

  • È garanzia di sovranità, contro derive di sorveglianza e contro l’applicazione extraterritoriale di norme straniere.

In definitiva, come ammoniva Rodotà, privacy, libertà e dignità sono inscindibili. La sfida odierna non è solo applicare correttamente il GDPR, ma preservare un modello europeo di protezione dei dati che salvaguardi insieme persona, mercato e democrazia.

✒️ Nota sull’autore

Domenico Moretta è criminalista forense, consulente tecnico specializzato in digital forensics, audio forense e trascrizioni giuridiche. Esperto in Diritto della Società Digitale. Autore di volumi divulgativi e professionali, affianca all’attività peritale un percorso di formazione universitaria in diritto della società digitale.
Con il progetto www.acquisizioneprovedigitali.it, promuove una cultura integrata tra scienze forensi e tutela dei diritti nell’ambiente digitale.

*Nota di trasparenza*: parte di questo contenuto è stato redatto con il supporto di strumenti di Intelligenza Artificiale, secondo quanto previsto dal Regolamento UE 2022/2065 (AI Act). Il contenuto è stato supervisionato e approvato da un professionista forense.